Apprendiamo con sconcerto che ancora una volta alcune sigle sindacali, CGIL in testa, privilegiano la politica e gli interessi di parte, a discapito dei diritti dei lavoratori.

È stato infatti indetto un inspiegabile stato di agitazione proprio 2 giorni prima di un incontro già programmato con l’amministrazione, e disertato da alcune sigle sindacali, CGIL in primis, che pur di mantenere la linea dura, hanno disertato l’importante appuntamento, arrecando un grave danno ai lavoratori, che vengono cosí inevitabilmente penalizzati da una scelta insensata, irresponsabile e per di più non sostenuta direttamente dalla loro base. Basti pensare che l’accordo per l’attribuzione dei passaggi di fascia potrebbe slittare al prossimo semestre, proprio a causa di questo immotivato inasprimento di rapporti con la direzione aziendale, che si era invece mostrata conciliante su questo punto con le componenti sindacali e con i lavoratori.

Accordo programmatico sottoscritto

L’azienda, non a caso, dopo aver ricevuto più rimostranze da parte dei sindacati, e pungolata dalla UILFPL che in data 9 Gennaio 2019 aveva presentato un preciso documento rivendicativo, si è mossa celermente, calendarizzando un incontro tenutosi in data 23 gennaio 2019, che pur in assenza delle altre sigle sindacali,  ha portato ad un importante impegno programmatico in favore dei lavoratori tutti.

Si segnala inoltre, al contrario di quanto millantato sino ad oggi, che l’assemblea RSU non ha partecipato allo stato di agitazione, poiché durante l’assemblea non c’è stata la maggioranza utile ad approvare il provvedimento e che, oltre alla UIL FPL, non hanno partecipato allo stato di agitazione neanche Nursind e Fials, che hanno ribadito di voler confrontarsi con l’azienda, a rischio di essere additati come filo-aziendalisti.

Si ravvisa senza dubbio un utilizzo improprio di un importantissimo strumento di rivendicazione sindacale come lo stato di agitazione, che se invece utilizzato correttamente, può̀ essere invece molto utile per sostenere con forza, in casi di estrema urgenza, i diritti dei lavoratori.

Siamo amareggiati e frastornati da scelte irresponsabili, che spaccano l’unità sindacare, che portano in azienda un clima teso e di continuo scontro, che mina irreparabilmente la serenità di tutti i dipendenti.

Riteniamo che l’interesse dei lavoratori debba prevalere su tutto, ma la condotta di alcuni sindacati oltre a non portare a nessun risultato concreto e del tutto estemporanea: pensate solo se nel 2019 si possa ancora sentire parlare di “padroni”, di “lotta di classe” o di sistemi occulti, termini appartenenti al secolo scorso.

La UILFPL ritiene che sia ormai passato il tempo del sindacalismo di lotta e che sia arrivato invece il tempo di dare un nuovo slancio, tutti insieme, ognuno con il proprio ruolo, a una grande azienda sanitaria come la ASLTO3, che per estensione territoriale raggiunge i confini Francesi.

Un sindacato al passo con i tempi deve guardare avanti, pensando di far progredire l’azienda e le condizioni dei lavoratori, migliorando al contempo il servizio agli utenti che ne usufruiscono.

La Asl To3 è un’azienda sana, popolata da numerosi professionisti che erogano servizi di eccellenza, i problemi esistono ovunque, inutile nasconderlo, ma possono essere risolti con la partecipazione, ed il confronto rispettoso e costruttivo tra le parti.

Questa è secondo noi la ricetta vincente per la crescita armonica di un’azienda che oggi si trova ad un bivio: evolvere o rimanere bloccata.

Per questo ci appelliamo al buon senso di tutti i lavoratori, sicuri che sapranno fare la giusta scelta.